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Palazzo Della Volta - Pro Loco Fucecchio - Firenze - Toscana

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Palazzo Della Volta

ARTE E CULTURA

Palazzo Della Volta

L'edificio prende nome dalla "Volta", luogo che tra XIII° e XIV° secolo indicava lo spazio compreso tra:
 Via Sant'Andrea (oggi via Castruccio) e la piazza del castello di Fucecchio (attuale piazza Vittorio Veneto).
Non si sa se questo nome derivasse da una "volta" murata (il termine indicava, nel Medioevo, un edificio per la conservazione di derrate alimentari lungo le vie di pellegrinaggio), oppure dall'ampia curva della strada.
Tra la fine del Duecento e la prima metà del Trecento sorgevano qui le torri, le case e i palazzi delle più prestigiose famiglie fucecchiesi aderenti alla consorteria che dal luogo prese il nome "della Volta".
Dal più ricco e potente lignaggio del clan, quello dei Guillicioni, derivarono tutte le famiglie che, da Pietro detto Montanello, presero poi il cognome Montanelli.

Esiliati intorno alla metà del Trecento, nell'epoca dei più feroci conflitti interni, i Montanelli rientrarono nel castello un secolo più tardi e un ramo di essi riuscì a riappropriarsi delle case che furono degli avi, accorpandole in un grande palazzo tra XVI° e XVII° secolo. 
Nacque così l'edificio che, dal tardo Settecento, fu noto come "palazzo Montanelli Della Volta", dopo che i proprietari erano riusciti a farsi dichiarare nobili, riprendendo l'antico cognome del clan.
La facciata del palazzo reca tuttora evidenti tracce delle preesistenti abitazioni medievali
Si possono notare, tra l'altro, finestre ad arco acuto tamponate e differenze nella muratura che rivelano l'accorpamento di costruzioni diverse (almeno due, forse una torre e un palazzo), oltre a lavori di restauro che sono stati realizzati in varie epoche.
L'interno si presenta come un interessante esempio di abitazione aristocratica dei secoli XVI° - XVIII°:
con il piano terra destinato ai servizi (stalle, silos) e il primo piano (il "piano nobile") in cui si svolgeva la vita quotidiana dei proprietari. 
Si possono inoltre visitare le cantine e, a un livello ancora inferiore, i "ciglieri", scavati nel tufo, dove si conservava il vino. 
Degni di nota il piccolo chiostro con cisterna e la cappella privata al primo piano.

 
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